Come effettuare l’escursione al vulcano di Stromboli

I rifugi - The shelters

Per i turisti attivi, come lo sono quasi tutti coloro che scelgono Stromboli come meta per le proprie vacanze, è impossibile pensare di tornare a casa senza aver effettuato l’escursione al vulcano e al suo cratere. Tuttavia si tratta di un tipo di escursione che prevede una consistente camminata anche in forte salita, quindi si consiglia di compierla soltanto a persone ben allenate al movimento e comunque sotto accompagnamento di una guida del posto. La camminata verso il cratere comporta alcune ore di tempo a seconda delle condizioni del tempo, in media tre o quattro. Ecco perché ai desiderosi di compierla, ma con problemi di tipo cardiaco, respiratorio o in generale fisici, suggeriamo di desistere per evitare guai peggiori. Dal momento che non è rara la presenza di polveri vulcaniche nell’aria, è sconsigliato anche l’utilizzo delle lenti a contatto, per una volta tornerete ad utilizzare i cari e vecchi occhiali.

Iddu...terza bocca che rifiata...Prima di compiere l’escursione, poi, è bene dotarsi di un equipaggiamento ideale, sia come indumenti che come organizzazione complessiva. È buona norma indossare scarponi da trekking o in alternativa scarpe da ginnastica (ma meglio i primi), con piedi ben sostenuti anche da calzettoni (per evitare che la pelle del piede possa risentire dello sforzo da scalata). Portate con voi anche degli abiti piuttosto pesanti, perché salendo la temperatura tende ad abbassarsi ed il vento può soffiare molto più forte. Indossate perciò pantaloni lunghi e portate almeno una giacca a vento ed una maglietta in più come ricambio. Se la scalata è compiuta durante le ore notturne, non dimenticate ovviamente delle torce che illumineranno la via. Come viveri, portate almeno una bottiglia d’acqua ed una merenda, cui potrete dar fondo durante una delle soste intermedie. Se volete notare dettagli particolari, anche un binocolo può essere di grande utilità.

La vista delle eruzioni è molto più suggestiva al buio, per chi ama la spettacolarità della natura, quindi, è più indicato scegliere di cominciare a salire nelle ultime ore del pomeriggio, per rientrare durante la notte o la mattina seguente. Se pensate di inframmezzare l’escursione durante la notte e rientrare al mattino, dotatevi anche dell’indispensabile sacco a pelo. L’escursione non presenta periodi in cui non può essere affrontata. Di giorno il periodo dell’anno migliore per effettuarla è la primavera, per le temperature particolarmente miti e non eccessive, mentre d’estate è più consigliata quella notturna.

L’ascesa verso il vulcano comincia imboccando una mulattiera (vecchia strada per muli) seguendo gli appositi cartelli, inizialmente lastricata, ma che diventa ben presto sterrata. Esistono dei punti di ristoro intermedi tra cui citiamo quello di Punta Labronzo, dopo il quale comincia la salita più impegnativa: assicuratevi quindi di essere ben nutriti e ristorati per affrontare il tratto più duro. Una volta giunti in cima, vi troverete davanti ad un meraviglioso spettacolo naturale, fatto di incredibili paesaggi scolpiti dall’azione della lava lungo i millenni. Il cratere presenta cinque bocche complessive di cui tre l’una accanto all’altra. Le eruzioni esplosive sono costanti e possono essere osservate dal vivo attenendosi al limite di alcune centinaia di metri di distanza. Vedrete librarsi in aria lapilli infuocati sospinti da una serie di tonanti esplosioni: non certo uno spettacolo di tutti i giorni e che non dimenticherete più.